Online il Bollettino 2020

Il quarto numero della Nuova Serie del Bollettino del CSSAr è un numero in qualche modo speciale, perché accoglie al suo interno, in una sezione autonoma, una quantità consistente di contributi incentrati su di un tema divenuto purtroppo di attualità quale è quello dell’art. 55 bis della proposta di conversione in legge del Decreto del 16 luglio 2020, n. 76, il cosiddetto ‘emendamento sbloccastadi’, che minaccia di mettere a rischio alcuni capisaldi fondamentali del Codice dei Beni Culturali del 2004, posti a garanzia della stessa procedura di tutela.

Dare spazio al dibattito vuole costituire l’avvio di un impegno che come già anticipato nel numero precedente credo costituisca uno dei doveri che una Società Scientifica come la nostra deve assumersi, per le competenze che le sono proprie e in coerenza con i principi che ne hanno promosso l’istituzione, nei confronti dei quali, a distanza di 130 anni, ci riteniamo ancora impegnati.

Questo numero, inoltre, ospita cinque contributi che si sviluppano attorno ad argomenti inerenti la storia dell’architettura e la conservazione. Tra questi si segnalano l’articolo sul Palazzo degli Anguillara a Trastevere, che consente di leggere il quadro culturale post unitario e
il ruolo svolto in quel contesto dall’Associazione Artistica fra i Cultori di Architettura, e il contributo relativo all’intervento Giovannoniano sull’Ospedale di S. Giovanni al Laterano, che pone al centro dell’attenzione il tema del “ripristino” e degli interventi di “liberazione”.

Sospensione consultazione archivio

Si avvisano i gentili utenti che l’archivio e la biblioteca rimarranno chiusi fino al 6 giugno 2021 per problemi legati alla gestione dei protocolli di sicurezza anti-contagio.

Lettera aperta al Ministro Dario Franceschini

Egr. Signor Ministro,

 

 

L’approvazione dell’emendamento al “Decreto Semplificazioni” che sottrae gli stadi storici italiani alla protezione garantita finora dalle Soprintendenze competenti è una ferita gravissima all’obbligo costituzionale della tutela del patrimonio storico e artistico della nazione, ed è la premessa per ulteriori e più gravi vandalismi.

Si è inteso consegnare un patrimonio di grande rilevanza storica ed estetica ad interessi nemmeno calcistici in senso stretto, ma speculativi e commerciali. Questi possono trovare altrove una legittima attuazione, in accordo con le previsioni di sviluppo delle nostre città, ma non a discapito dell’identità architettonica nazionale.

Si tratta non solo del celebre stadio comunale di Firenze, che è una sorta di bandiera dell’architettura italiana del Novecento e punto di incontro di sperimentazioni costruttive e tipologiche, ma di tutta una produzione che ha visto il nostro paese all’avanguardia, prima e dopo la Seconda guerra mondiale. Rischiano ora la cancellazione dei loro valori storici ed estetici anche gli impianti messi a punto negli anni Cinquanta- Sessanta, che hanno diffuso un impiego innovativo e creativo del cemento armato in tutta la nazione. Viene colpito in sostanza il nucleo della cultura architettonica del Novecento, con possibili estensioni ad altre tipologie di edifici per lo sport o destinati a funzioni produttive: edifici che il nostro paese, di concerto con la cultura europea, sta difendendo e restituendo ad una fruizione controllata e consapevole.

Un simile emendamento ha suscitato, lo sappiamo, l’opposizione di gran parte dei docenti e degli specialisti coinvolti negli organi del MiBACT perché fa retrocedere la cultura italiana della tutela a esempio negativo per l’Europa e per il mondo intero. Già il mondo universitario e le nostre comunità scientifiche di riferimento – storici dell’arte, architetti, urbanisti, restauratori – stanno diffondendo appelli contro l’emendamento.

Questa pessima legge è in grado di aprire una breccia insanabile nel già traballante edificio della tutela, tanto più pericolante quando si parla di architettura contemporanea.

Esprimiamo quindi il nostro deciso dissenso nei confronti del provvedimento come è stato approvato, e Le chiediamo con forza di fare tutto ciò che è in suo potere per limitarne i danni e soprattutto per portarlo, alla prima occasione, davanti alla Corte Costituzionale: certi che la palese incostituzionalità di questa distruttiva leggina estiva non scamperà al vaglio del giudice delle leggi.

 

Certi di una cortese risposta, la salutiamo con viva cordialità

 

 

Prof. ssa Daniela Esposito

Presidente del Comitato tecnico-scientifico per il Paesaggio presso il MiBACT

 

Prof. Tomaso Montanari

Presidente del Comitato tecnico-scientifico per le Belle Arti presso il MiBACT

 

Prof. Claudio Varagnoli,

Presidente del Comitato tecnico-scientifico per l’Arte e l’Architettura contemporanee presso il MiBACT

Lettera aperta al Ministro per i Beni e le Attività Culturali

Pubblicata sul secondo numero della nuova serie del Bollettino del Centro di Studi la lettera aperta al Ministro per i Beni e le Attività Culturali a firma del direttore e dei coordinatori delle sezioni scientifiche ICAR/18 e ICAR/19, circa il coinvolgimento delle Società Scientifiche nei progetti di rifunzionalizzazione e adeguamento degli edifici storici di particolare rilevanza monumentale.

 

La lettera è consultabile al link che segue:  Lettera aperta al Ministro per i Beni e le Attività Culturali

 

 

Appello sisma Centro Italia 2016-2017

Le Scuole di Specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio italiane rivolgono un appello alle Istituzioni competenti al fine di avviare un confronto dialettico e costruttivo in merito alle operazioni di rimozione delle macerie nei paesi colpiti dal sisma del 2016-17, per una strategia generale in difesa della memoria e dei valori corali, identitari e materiali di Amatrice, Arquata del Tronto e di tutti gli altri piccoli centri abitati danneggiati dal sisma.

Se ne chiede ampia diffusione.

Appello a salvaguardia dei centri storici colpiti dagli eventi sismici del 2016-17: per una rimozione controllata delle macerie

Le Scuole di Specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio, di fronte al possibile ripetersi di episodi di demolizione incontrollata e insensibile alla conservazione di resti significativi di parti dei centri storici colpiti dagli eventi sismici del 2016 e 2017, come accaduto per gli edifici del tessuto urbano della città di Amatrice, richiamando quanto riportato nell’articolo 9 della Costituzione della Repubblica Italiana:
“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione”

Chiedono

a tutte le Istituzioni e le Autorità nazionali, regionali, comunali, per quanto di loro specifica competenza, di attivare con urgenza tutti gli strumenti previsti dalle normative urbanistiche e di tutela dei beni architettonici e del paesaggio, del valore ambientale e corale dei centri storici, con particolare riferimento al Titolo I e II del decreto legislativo 42/04 nel quale, all’art. 136, sono indicati “i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale”.

Ritengono

che sia necessario istituire una procedura assolutamente controllata e mirata alla salvaguardia di ogni testimonianza di valore archeologico, storico, artistico e antropologico, per impedire la demolizione di quelle parti di edifici allo stato di rudere o dissestati dagli eventi sismici che appartengano a contesti insediativi unitari e storicizzati, la cui distruzione comporterebbe inevitabilmente la perdita di ogni carattere significativo e identitario degli antichi insediamenti.

Roma, 28 aprile 2018

scarica il testo dell’Appello in formato .pdf: Appello sisma centro Italia_28 4 18

La “riforma dei Saperi”

 

Il CSSAr, al fine di contribuire a dare massima visibilità alle problematiche inerenti le iniziative promosse dal Miur e affidate al CUN volte ad una revisione complessiva delle Classi dei Corsi di Laurea e ad un parallelo incisivo intervento sui Settori Scientifico-Disciplinari, ha inteso di pubblicare integralmente sul Bollettino n.s. n.2 (2018) le riflessioni dei rappresentanti CUN dell’Area 08, cui aderisce senza riserve.

L. Rosati, C.Occelli, M. Marzo, In tema di Riordino e Classificazione dei Saperi. Alcune riflessioni dell’Area 08 – Ingegneria Civile e Architettura

Open House Roma 2018

 

 

 

Anche quest’anno il Centro di Studi per la Storia dell’Architettura parteciperà ad Open House Roma,  manifestazione inserita nell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018, aprendo la Casa dei Crescenzi domenica 13 maggio dalle 9:00 alle 18:30. Per maggiori informazioni e sulle modalità di accesso alle visite consultare il sito internet dell’organizzazione www.openhouseroma.org